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	<title>Bimbo</title>
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	<description>Tutto sui bimbi, sui neonati e sulle mamme</description>
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		<title>CONSERVARE IL CORDONE OMBELICALE</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 20:09:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Conservare il cordone ombelicare: L’importanza di una scelta consapevole Quando un bambino viene alla luce, i genitori hanno la grande opportunità di conservare le cellule staminali cordonali in una banca cordone ombelicale. Ciascuna famiglia, in Italia, può scegliere di donare il sangue cordonale a una banca pubblica oppure di conservarlo in una struttura privata situata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><em><strong>Conservare il cordone ombelicare: L’importanza di una scelta consapevole</strong></em></h3>
<p><span id="more-1750"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bimboweb.net/wp-content/uploads/2012/05/scelta-consapevole.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1751" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="scelta consapevole" src="http://www.bimboweb.net/wp-content/uploads/2012/05/scelta-consapevole-300x199.jpg" alt="scelta consapevole" width="300" height="199" /></a>Quando un bambino viene alla luce, i genitori hanno la grande opportunità di conservare le cellule staminali cordonali in una <a href="http://www.sorgente.com/">banca cordone ombelicale</a>. Ciascuna famiglia, in Italia, può scegliere di donare il sangue cordonale a una banca pubblica oppure di conservarlo in una struttura privata situata all’estero. Nel primo caso il campione raccolto viene messo, per un eventuale trapianto, a disposizione della comunità mentre, con la conservazione privata, il campione è di proprietà della famiglia del neonato (che ne diverrà proprietario al 18esimo anno di età) e potrà essere infuso non solo nel bambino da cui è stato raccolto ma anche in un suo famigliare (accertata la compatibilità).</p>
<p style="text-align: justify;">Sul suolo italiano ci sono ben 19 banche pubbliche, il 10% di quelle presenti nel mondo. Di queste, però, solo 8 hanno raccolto in un anno più di 1200 campioni. Numeri insufficienti a giustificare l’esistenza di tutti questi istituti sia dal punto di vista economico, in quanto il loro mantenimento grava su tutti i contribuenti, che di utilità terapeutica.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, il sistema di raccolta pubblico, a differenza di quello privato, non garantisce che la domanda di donazione del sangue cordonale abbia una risposta positiva. Questo può verificarsi per diverse motivazioni: per esempio perché l’ospedale non è opportunamente servito da una biobanca pubblica, oppure perché la struttura di riferimento non è in grado di fornire una copertura continua 24h su 24, tutti i giorni dell’anno. Così, il campione può finire tra i rifiuti. Ed è proprio “lo spreco” di un bene così prezioso il punto centrale su cui si dovrebbe concentrare il dibattito attuale.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia, soprattutto per la mancanza di un’informazione corretta e diffusa, il 95% dei cordoni ombelicali viene gettato via<sup>1</sup>. Per tale ragione, sarebbero utili canali informativi imparziali in grado di fornire ai futuri genitori tutti gli elementi necessari per valutare serenamente le varie possibilità e attuare una scelta informata e consapevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ulteriori approfondimenti: <a href="http://www.sorgente.com/">www.sorgente.com</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Note</strong><br />
1. Fonte ADUC, Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori.</p>
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		<title>Staminali del cordone: scegliere una biobanca di qualità</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 20:29:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se per una coppia in attesa la decisione di conservare le cellule staminali cordone ombelicale del proprio figlio è molto importante, lo è altrettanto la scelta della struttura a cui rivolgersi. Le biobanche del cordone, infatti, non offrono tutte un servizio di pari livello e per questo motivo è fondamentale fare una selezione accurata, prendendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se per una coppia in attesa la decisione di conservare le <a href="http://www.sorgente.com/">cellule staminali cordone ombelicale</a> del proprio figlio è molto importante, lo è altrettanto la scelta della struttura a cui rivolgersi. Le biobanche del cordone, infatti, non offrono tutte un servizio di pari livello e per questo motivo è fondamentale fare una selezione accurata, prendendo in considerazione alcuni parametri attraverso i quali valutare la qualità del servizio proposto.</p>
<p><span id="more-1744"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bimboweb.net/wp-content/uploads/2012/04/cellule-staminali.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1745" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="cellule staminali" src="http://www.bimboweb.net/wp-content/uploads/2012/04/cellule-staminali-300x229.jpg" alt="cellule staminali" width="300" height="229" /></a>Innanzitutto è opportuno affidarsi a una struttura che svolga un’attività continuativa e consistente. Per questo è bene assicurarsi che una banca abbia una buona quantità di campioni conservati, che abbia svolto un considerevole numero di trapianti e che disponga di un comitato scientifico competente a autorevole. Altro fondamentale requisito è il possesso di certificazioni di qualità e una delle più importanti riconosciuta a livello globale è la GMP [1], che obbliga le biobanche ad osservare regole precise per il corretto svolgimento delle attività di crioconservazione. Altri aspetti da considerare sono la presenza di un’assicurazione che tuteli la conservazione delle cellule staminali anche in caso di insolvenza della banca e la garanzia di tutela legale e patrimoniale del cliente, attraverso un contratto rispettoso della normativa Italiana e Europea. Infine, influiscono sulla qualità del prestazioni offerte da una biobanca, fattori quali servizio di raccolta attivo tutto l&#8217;anno 24/24 ore, assistenza domiciliare per l&#8217;espletamento delle procedure burocratiche e garanzia del diritto di recesso.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, dal momento che il sangue del cordone ombelicale può essere raccolto solo una volta, ovvero alla nascita del bambino, è opportuno che una famiglia scelga la biobanca in cui conservare le cellule staminali con la massima consapevolezza della qualità offerta dalla struttura.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Note</strong><br />
1. Good Manufacturing Practice</p>
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		<title>Staminali cordonali: un prezioso alleato contro la malattia</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 10:20:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La guerra più ardua che un genitore può trovarsi a combattere è quella contro la malattia che affligge il proprio figlio. È richiesto molto coraggio, una grande forza d’animo e una solida speranza nel futuro. Altri preziosi alleati, in questa lotta, sono l’informazione e la documentazione, ma anche, a volte, opportunità come la conservazione cordone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La guerra più ardua che un genitore può trovarsi a combattere è quella contro la malattia che affligge il proprio figlio. È richiesto molto coraggio, una grande forza d’animo e una solida speranza nel futuro. Altri preziosi alleati, in questa lotta, sono l’informazione e la documentazione, ma anche, a volte, opportunità come la <a href="http://www.sorgente.com/">conservazione cordone ombelicale</a>.<br />
Spesso non si è i soli a combattere questa guerra: altri “combattenti”, in altri luoghi del mondo, hanno affrontato e ancora affrontano le stesse sfide, gli stessi duelli. I segni di questa lotta sono ben visibili, sui loro volti e nei loro racconti, e sono riconoscibili da chi condivide lo stesso campo di battaglia.<br />
<a href="http://www.bimboweb.net/wp-content/uploads/2012/04/coppia-con-bimbo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1741" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="coppia con bimbo" src="http://www.bimboweb.net/wp-content/uploads/2012/04/coppia-con-bimbo-300x199.jpg" alt="coppia con bimbo" width="300" height="199" /></a>Negli Stati Uniti, in Illinois, una bambina affetta da leucemia linfoblastica acuta è stata curata all’età di tre anni grazie al trapianto autologo di cellule staminali conservate alla sua nascita, e ora si gode la sua infanzia senza alcun brutto ricordo del passato1.<br />
Nella città di Osnabrück, vicino ad Hannover, in Germania, un’altra battaglia è stata vinta: Jan, un bambino di cinque anni affetto da anemia plastica – una disfunzione nella produzione di midollo osseo – è stato dimesso dall’ospedale dopo un trattamento che ha visto l’utilizzo del sangue del cordone ombelicale del suo fratellino2. “Jan può finalmente vivere una vita normale”, dice sorridendo la madre Annette Hömme. “Oggi sappiamo che avremmo potuto sconfiggere questa malattia molto prima, se solo avessimo deciso di conservare il sangue del suo stesso cordone ombelicale”.<br />
Sono molte le storie che parlano di vittorie. All’ospedale di Pavia, un bambino tunisino di nome Mohammed è stato sottoposto al trapianto di cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale del fratello appena nato. Ora, all’età di sette anni, può finalmente guarire da una rara malattia genetica che, privandolo delle difese immunitarie, lo ha reso particolarmente esposto a qualsiasi tipo di infezione3. Un’altra storia di successo arriva dall’Inghilterra: Charlie Whitaker, affetto dall’anemia di Blackfan-Diamond che ne inibiva la produzione di globuli rossi, ha potuto interrompere il ciclo di trasfusioni cui era costretto a sottoporsi fin dalla nascita, dopo il trapianto di cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale del fratellino Jamie3. La decisione di conservare il sangue del cordone ombelicale presa dai genitori di Dallas Hextell, un bambino statunitense a cui all’età di nove mesi venne diagnosticata una paralisi cerebrale, gli permette oggi di camminare, sorridere e parlare come forse non avrebbe potuto fare senza il trapianto autologo di cellule staminali4.<br />
Sono storie molto diverse tra loro, ma sono simili i percorsi che hanno portato alla vittoria: genitori, figli e fratelli che hanno lottato, insieme, contro la malattia. Famiglie che hanno sperato nel futuro e che hanno creduto nelle nuove terapie, scegliendo di conservare il cordone ombelicale alla nascita o che, mettendo al mondo un secondo figlio, hanno salvato la vita al primo, affetto da una rara e odiosa malattia. Dopo un incubo che sembrava non finire, oggi possono finalmente tornare a sorridere.</p>
<p><span id="more-1740"></span></p>
<p>A cura di Ufficio Stampa Sorgente</p>
<p style="text-align: justify;">Per maggiori informazioni: <a href="http://www.sorgente.com/">www.sorgente.com</a></p>
<p style="text-align: justify;">Note<br />
1 Blood Transplantation in the Treatment of a Child With Leukemia, Pediatrics 2007; 119: e296-e300<br />
2 Trapianto eseguito in data 26 settembre 2005 presso la Facoltà di Medicina di Hannover<br />
3 Fonte: ADUC &#8211; Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori<br />
4 Fonte: Los Angeles Times</p>
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		<title>CELLULE STAMINALI CORDONALI</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 10:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco come vengono raccolte e conservate le cellule staminali cordonali Può capitare che i genitori in attesa, quando sentono parlare di una banca cordone ombelicale, vengano colti da qualche legittimo dubbio. Sono interrogativi del tutto naturali, sulla sicurezza della procedura raccolta, per esempio, oppure sulle modalità di conservazione delle cellule. Le informazioni diffuse dai media [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;">Ecco come vengono raccolte e conservate le cellule staminali cordonali</h2>
<p><span id="more-1730"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bimboweb.net/wp-content/uploads/2012/04/neonato.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1732" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="neonato" src="http://www.bimboweb.net/wp-content/uploads/2012/04/neonato-300x199.jpg" alt="neonato" width="300" height="199" /></a>Può capitare che i genitori in attesa, quando sentono parlare di una <a title="banca cordone ombelicale" href="http://www.sorgente.com/">banca cordone ombelicale</a>, vengano colti da qualche legittimo dubbio. Sono interrogativi del tutto naturali, sulla sicurezza della procedura raccolta, per esempio, oppure sulle modalità di conservazione delle cellule. Le informazioni diffuse dai media tradizionali sul tema, infatti, sono ancora esigue e talvolta confuse. Per questo motivo è necessario fare chiarezza.<br />
Come avviene, dunque, la raccolta delle cellule staminali cordonali?<br />
Al momento della nascita, personale ostetrico opportunamente formato preleva con un ago il sangue dalla vena cordonale secondo una procedura completamente sicura e indolore sia per la mamma che per il bambino. Una volta raccolto, il campione ematico viene trasferito in una apposita sacca contenente anticoagulante e sottoposto a svariati test atti a rilevare la presenza di batteri o contaminanti che ne potrebbero compromettere la conservazione. Concluse con successo le analisi, il sangue cordonale viene trattato &#8211; per esempio con agenti crioprotettivi che impediscano alle cellule di congelarsi – al fine di consentirne la crioconservazione (cioè la conservazione a temperature molto basse) in una banca del cordone ombelicale.</p>
<p style="text-align: justify;">Giunto nella banca di conservazione, il campione viene inserito in biocontainers a una temperatura costante di -196°C, raggiunta grazie ad azoto liquido o aeriforme. Affinché le cellule non vengano danneggiate, è molto importante che non si verifichi alcuna variazione di temperatura. Ecco perché le stanze che ospitano i containers sono dotate di sistemi di allarme capaci di rilevare e segnalare anche la più piccola anomalia. I biocontainers sono quasi sempre dotati di una seconda fonte di azoto per fronteggiare ogni tipo di avaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto può durare un campione così conservato? Studi scientifici hanno dimostrato che cellule staminali del cordone rimangono vitali e in grado di proliferare e differenziare anche dopo 23 anni di crioconservazione 1,2. Un risultato molto rilevante che consolida l’importanza della conservazione di queste preziose cellule per il futuro dei nostri figli e di tutta la famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">A cura di: Ufficio Stampa Sorgente</p>
<p style="text-align: justify;">Per ulteriori informazioni: <a href="http://www.sorgente.com/">www.sorgente.com</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riferimenti bibliografici</strong></p>
<p style="text-align: justify;">1. Broxmeyer, H.E., et al., <em>Hematopoietic stem/progenitor cells, generation of induced pluripotent stem cells, and isolation of endothelial progenitors</em> from 21 &#8211; to 23.5 – <em>year cryopreserved cord blood. Blood</em>. <strong>117</strong>(18): p. 4773-7.</p>
<p style="text-align: justify;">2. Broxmeyer, H.E., <em>Card blood hematopoietic stem cell transplantation in StemBook</em>, T.S.C.R. Community, Editor. May 26, 2010.</p>
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		<title>Conservare le staminali cordonali: una scelta utile per tutta la famiglia</title>
		<link>http://www.bimboweb.net/conservare-le-staminali-cordonali-una-scelta-utile-per-tutta-la-famiglia.html</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 20:10:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella vita di una famiglia, non c’è nessun altra esperienza che dia più gioia della nascita di un figlio. Sono molte le decisioni da prendere, e a volte l’incertezza può prendere il sopravvento: se, ad esempio, si parla di conservazione cellule staminali, sorgono molte domande a proposito dell’utilità di una simile scelta. È per questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bimboweb.net/wp-content/uploads/2012/04/coppia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1727" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="coppia" src="http://www.bimboweb.net/wp-content/uploads/2012/04/coppia-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Nella vita di una famiglia, non c’è nessun altra esperienza che dia più gioia della nascita di un figlio. Sono molte le decisioni da prendere, e a volte l’incertezza può prendere il sopravvento: se, ad esempio, si parla di <a href="http://www.sorgente.com/">conservazione cellule staminali</a>, sorgono molte domande a proposito dell’utilità di una simile scelta. È per questo che una corretta informazione può aiutare a orientarsi in maniera consapevole.</p>
<p><span id="more-1725"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto il Ministero Italiano della Salute ha indicato che le cellule staminali contenute nel sangue cordonale possono essere utilizzate per il trattamento di circa 80 malattie.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualora si renda necessario un trapianto, la ricerca di un donatore di cellule staminali compatibili può richiedere lunghi periodi di attesa, e le probabilità di trovare tale donatore sono 1 ogni 50.000/100.000 individui (ovvero pari allo 0,001-0,002%).1 Il trapianto di staminali cordonali richiede condizioni di compatibilità meno stringenti rispetto all&#8217;uso di altri tipi di staminali adulte, questo perché le cordonali sono caratterizzate sia da una “immaturità immunologica” sia dal possedere caratteristiche immunomodulatorie e anti-infiammatorie che le rendono meno rigettabili e capaci di spegnere reazioni infiammatorie2-3 .</p>
<p style="text-align: justify;">Altro aspetto importante riguarda la disponibilità immediata delle staminali prelevate dal cordone ombelicale: se si decide per la conservazione in biobanche private, al momento del bisogno esse sono prontamente utilizzabili. Quando il trapianto viene effettuato sulla stessa persona da cui sono state raccolte si parla di trapianto “autologo”, mentre si definisce “allogenico” il trapianto realizzato su soggetti terzi al donatore (le staminali cordonali sono compatibili fino al 50% con i genitori del bambino da cui sono state raccolte e fino al 25% con i suoi fratelli o sorelle). Scegliere di conservare il sangue cordonale rappresenta dunque una decisione importante non solo per la tutela del nascituro, ma anche per tutto il resto della famiglia.</p>
<p>A cura di: Ufficio Stampa Sorgente</p>
<p style="text-align: justify;">Per ulteriori approfondimenti: <a href="www.sorgente.com">www.sorgente.com</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riferimenti bibliografici</strong><br />
1 Sun, A.N., et al., [Clinical study on haploid HLA-matched hematopoietic stem cell transplantation for treatment of malignant hematological disease]. Ai Zheng, 2006. 25(8): p. 1019-22.<br />
2 Francese, R. And P. Fiorina, Immunological and regenerative properties of cord blood stem cells. Clin Immunol, 2010. 136(3): p. 309-22.<br />
3 Kim YJ, Broxmeyer HE: Immune regulatory cells in umbilical cord blood and their potential roles in transplantation tolerance. Crit Rev Oncol Hematol<br />
4 Fonte EBMT – Survey on transplant activity 2009.</p>
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		<title>Cosa sono le cellule staminali cordonali</title>
		<link>http://www.bimboweb.net/cosa-sono-le-cellule-staminali-cordonali.html</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 20:02:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cosa sono e come vengono classificate le cellule staminali cordonali Cercando su internet le parole “cellule staminali cordone ombelicale”, ci si imbatte in svariate dissertazioni sul tema. Sempre più frequentemente, infatti, tali cellule balzano agli onori della cronaca per l’importanza che rivestono in campo clinico. Quali sono, dunque, le loro caratteristiche? Nel sangue cordonale si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Cosa sono e come vengono classificate le cellule staminali cordonali</h2>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bimboweb.net/wp-content/uploads/2012/04/cellula-staminale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1722" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="cellula staminale" src="http://www.bimboweb.net/wp-content/uploads/2012/04/cellula-staminale-300x199.jpg" alt="cellula staminale" width="300" height="199" /></a>Cercando su internet le parole “<a href="http://www.sorgente.com/">cellule staminali cordone ombelicale”</a>, ci si imbatte in svariate dissertazioni sul tema. Sempre più frequentemente, infatti, tali cellule balzano agli onori della cronaca per l’importanza che rivestono in campo clinico. Quali sono, dunque, le loro caratteristiche? Nel sangue cordonale si trova una popolazione eterogenea di cellule staminali, le staminali cordonali appunto, accomunate da una grande capacità differenziativa e proliferativa [1]. Tali caratteristiche le rendono molto interessanti nel campo della medicina rigenerativa, quella branca della medicina che si occupa di rigenerare gli organi e i tessuti malati o danneggiati invece di sostituirli. Studi scientifici attuali hanno permesso di individuare diverse tipologie di cellule staminali cordonali:</p>
<p><span id="more-1721"></span></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>staminali cordonali simil-embrionali: con la capacità potenziale di differenziare nelle cellule di tutti gli organi e tessuti.</li>
<li>staminali cordonali mesenchimali: in grado di generare più tipi di cellule, come ad esempio quelle del tessuto osseo, cartilagineo, adiposo e nervoso.</li>
<li>staminali ematopoietiche: che originano cellule del midollo e del sangue.</li>
<li>staminali cordonali progenitrici endoteliali: che generano le cellule costitutive dei vasi sanguigni<sup>1</sup>.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Grazie alle importanti capacità differenziative sopra descritte, le staminali del cordone ombelicale risultano molto promettenti nel contesto della medicina rigenerativa. In questo ambito,però, solo il trapianto autologo, cioè quello effettuato con cellule prelevate direttamente dal paziente, presenta un elevato livello di efficacia. Al contrario, il trapianto allogenico, realizzato con cellule provenienti da un soggetto terzo al ricevente, può causare reazioni immunitarie come il rigetto. Al di fuori della medicina rigenerativa, è importante sottolineare che in caso di trapianto allogenico è consigliato l’uso di staminali cordonali che, per la loro “immaturità” immunologica<sup>1,2</sup>, offrono un miglior attecchimento e una minore probabilità di rigetto rispetto a staminali adulte<sup>1,3</sup>. Da qui, l’importanza delle cellule staminali del cordone ombelicale, preziose alleate del bambino e di tutta la famiglia nella cura di patologie di diversa natura.</p>
<p style="text-align: justify;">A cura di: Ufficio Stampa Sorgente</p>
<p style="text-align: justify;">Per ulteriori approfondimenti: <a href="http://www.sorgente.com/">www.sorgente.com</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riferimenti bibliografici</strong><br />
1. Francese, R. and P. Fiorina, <em>Immunological and regenerative properties of cord blood stem cells</em>. Clin Immunol, 2010. <strong>136</strong>(3): p. 309-22.<br />
2. Harris, D.T., <em>Non-haematological uses of cord blood stem cells</em>. Br J Haematol, 2009. <strong>147</strong>(2): p. 177-84.<br />
3. Gregoire-Gauthier J, Selleri S, Fontaine F, Dieng MM, Patey N, Despars G, Beausejour CM, Haddad E: Therapeutic Efficacy of Cord Blood-Derived Mesenchymal Stromal Cells for the Prevention of Acute Graft-Versus-Host Disease in a Xenogenic Mouse Model. <em>Stem Cells Dev</em></p>
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		<title>Tutta la verità sulla conservazione delle staminali cordonali</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 19:51:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cellule Staminali]]></category>
		<category><![CDATA[cellule staminali]]></category>
		<category><![CDATA[Conservazione]]></category>
		<category><![CDATA[cordone ombelicale]]></category>
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		<description><![CDATA[Si sente parlare sempre più spesso, soprattutto sui nuovi media, della possibilità di conservare le staminali cordone ombelicale del proprio figlio. Ma capire davvero cosa significa, come muoversi e a chi affidarsi, per le coppie in attesa di un bimbo, può essere più complicato di quanto si pensi. Sono molte, infatti, le incongruenze che un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si sente parlare sempre più spesso, soprattutto sui nuovi media, della possibilità di conservare le <a href="http://www.sorgente.com/">staminali cordone ombelicale</a> del proprio figlio. Ma capire davvero cosa significa, come muoversi e a chi affidarsi, per le coppie in attesa di un bimbo, può essere più complicato di quanto si pensi. Sono molte, infatti, le incongruenze che un futuro genitore può facilmente riscontrare durante la ricerca di informazioni sull’argomento. Proviamo in queste righe a chiarire alcuni concetti fondamentali e a correggere le affermazioni errate e non veritiere che circolano sulle staminali cordonali e la loro conservazione nelle biobanche private.</p>
<p><span id="more-1716"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bimboweb.net/wp-content/uploads/2012/04/bimbo.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1717" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="bimbo" src="http://www.bimboweb.net/wp-content/uploads/2012/04/bimbo-222x300.jpg" alt="bimbo" width="222" height="300" /></a>In primo luogo proviamo a fare chiarezza sulla parola “autologo”. Questo aggettivo viene spesso erroneamente utilizzato per definire la conservazione privata offerta dalle banche del cordone ombelicale. In realtà parlare di conservazione autologa non ha alcun senso poiché è il tipo di trapianto a essere o autologo, se vengono infuse nel paziente le sue staminali, oppure allogenico, quando le cellule infuse sono state raccolte da una persona terza al ricevente. Quello che probabilmente chi diffonde queste informazioni voleva asserire, è che le banche private praticano solo i trapianti autologhi; ma anche questo non corrisponde a verità poiché le strutture che offrono la conservazione privata consentono sia questa tipologia di operazione sia trapianti allogenici intra-familiari, ossia l’infusione di staminali in un familiare del donatore.<br />
Spesso viene affermato, inoltre, che l&#8217;infusione autologa di staminali cordonali non ha utilità poiché a essere iniettate nel paziente sarebbero le sue stesse staminali malate. Dire questo, però, limita innanzitutto l&#8217;uso delle staminali alle sole malattie di natura ematoncologica e non tiene in considerazione che tali cellule possono essere utilizzate per trattare altri tipi di patologie. L&#8217;uso autologo è ad ogni modo previsto e favorito dal Ministero della Salute [1], per quelle famiglie che rischiano di avere figli affetti da alcune malattie genetiche.</p>
<p style="text-align: justify;">La durata della conservazione, infine, è un altro punto su cui è necessario fare chiarezza. Sebbene si legga spesso che le cellule cordonali conservate mantengano le loro funzioni per un tempo non più lungo di 10-15 anni, scientificamente si è dimostrato che staminali crioconservate rimangono vitali e mantengono le loro importanti proprietà anche dopo 24 anni [2] di crioconservazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Se sparare a zero contro le strutture private è assai diffuso tra i media di settore e non, ciò di cui non si parla sono i limiti della rete di banche pubbliche. Infatti, se è vero che donare il cordone ombelicale del proprio figlio è un gesto altruista, è anche vero che se le strutture pubbliche, ben 19 sul territorio nazionale, non sono in grado di offrire un servizio efficiente (ad esempio di solito di notte il sangue non viene raccolto), questo nobile atto perde di senso. Inoltre, nel nostro Paese il 95% dei cordoni sono destinati a finire tra i rifiuti organici [3]. Invece di diffondere informazioni false o non complete, i giornalisti dovrebbero dare più risalto a questo spreco senza senso che dovrà necessariamente essere notevolmente ridotto.</p>
<p>A cura di: Ufficio Stampa Sorgente</p>
<p style="text-align: justify;">Per ulteriori informazioni: <a href="http://www.sorgente.com/">www.sorgente.com</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Note</strong>.<br />
1. Francese, R. and P. Fiorina, <em>Immunological and regenerative properties of cord blood stem cells</em>. Clin Immunol.  136(3):  p.  309-22.<br />
2. Decreto ministeriale 18  novembre 2009.<br />
3. Broxmeyer HE:<em>Cord blood hematopoietic stem cell transplantation In StemBook Community</em>  TSCR, Ed., May 26, 2010.</p>
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		<title>Torta fredda alla fragola</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 14:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Bambino]]></category>
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		<description><![CDATA[I bambini, si sa, amano le fragole: sarà per il loro gusto, per il colore, per la forma, ma quasi tutti i bambini non dicono mai di uno ad una bella fragola fresca. Perché allora non preparare per loro (e per noi?) una bella torta di fragole da mangiare tutti insieme a merenda? INGREDIENTI: -   [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bimboweb.net/wp-content/uploads/2011/08/Torta_alle_fragole.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1691" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Torta_alle_fragole" src="http://www.bimboweb.net/wp-content/uploads/2011/08/Torta_alle_fragole-300x225.jpg" alt="Torta fredda alla fragola" width="300" height="225" /></a>I bambini, si sa, amano le fragole: sarà per il loro gusto, per il colore, per la forma, ma quasi tutti i bambini non dicono mai di uno ad una bella fragola fresca. Perché allora non preparare per loro (e per noi?) una bella torta di fragole da mangiare tutti insieme a merenda?</p>
<p><span id="more-1690"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>INGREDIENTI</strong>:<br />
-    600 gr di fragole;<br />
-    140 gr di zucchero;<br />
-    30 gr di maizena;<br />
-    200 gr di biscotti secchi;<br />
-    60 gr di burro;<br />
-    1,5 dl di panna fresca da montare;<br />
-    40 gr di zucchero a velo;<br />
-    3 cucchiai di succo di limone;<br />
-    Menta fresca.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PREPARAZIONE</strong>:<br />
Per preparare la base della vostra torta, tritate i biscotti finemente (se avete un mixer lo farete con grande facilità, altrimenti potete mettere i biscotti in un sacchetto di plastica e sbatterlo fino a quando non saranno macinati), lavorate il burro con l’ausilio di una forchetta e incorporatelo ai biscotti con 120 gr di zucchero.<br />
Nel frattempo, rivestite uno stampo con la carta da forno (che dovete lavare e strizzare), versate il composto ottenuto con i biscotti, il burro e lo zucchero, ed appiattitelo bene sulla teglia che riporrete in frigorifero per mezzoretta circa.<br />
Mentre la base riposa in frigo, preparate la crema lavando e frullando le fragole con lo zucchero a velo ed il limone. Il composto così ottenuto (sarà simile ad una sansina) andrà scaldato sul fuoco, unendo ad esso la maizena sciolta con mezzo bicchiere di panna fresca. Fate cuocere per circa 3 o 4 minuti, avendo ben cura di mescolare il composto così ottenuto.<br />
Fate raffreddare la crema, versatela nello stampo dove si trova la base della torta, e lasciate in frigorifero per circa due ore.<br />
Quando tirerete fuori la torta, potete guarnire a vostro piacimento con panna montata e qualche fogliolina di menta fresca.</p>
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		<title>Cosa fare se un bambino, accidentalmente, si taglia</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 14:50:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bambino]]></category>
		<category><![CDATA[pronto soccorso]]></category>
		<category><![CDATA[tagli]]></category>

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		<description><![CDATA[Primo intervento: prevenire i tagli. Cosa fare se un bambino, accidentalmente, si taglia Il caso dei tagli nei bambini – come qualunque altra cosa, le ustioni, l’ingestione di corpi estranei, ecc. – dipende spesso dalla negligenza o dall’inesperienza di noi adulti, che non prestiamo particolare attenzione a ciò che il bimbo sta facendo o che, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;">Primo intervento: prevenire i tagli. Cosa fare se un bambino, accidentalmente, si taglia</h3>
<p><span id="more-1688"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il caso dei <strong>tagli</strong> nei bambini – come qualunque altra cosa, le ustioni, l’ingestione di corpi estranei, ecc. – dipende spesso dalla negligenza o dall’inesperienza di noi adulti, che non prestiamo particolare attenzione a ciò che il bimbo sta facendo o che, per un momento di distrazione, rischiamo di mettere a serio pericolo la sua vita.<br />
Quando si ha un bambino piccolo in giro per casa, bisogna capire che è necessaria la massima attenzione affinché il piccolo non danneggi la sua salute in qualsiasi modo: il suo mondo è talmente grande che spesso lo incuriosisce a tal punto che ogni cosa per lui diventa motivo di gioco e curiosità.<br />
Per questo motivo, è importantissimo prevenire, non solo prestando la massima attenzione a ciò che il bambino fa o alle stanze che, seppur gattonando, visita, ma anche mettendo in sicurezza tutta la casa.<br />
Nel particolare caso che stiamo affrontando, per evitare che il piccolo si possa accidentalmente tagliare, la prima cosa da fare è quella di togliere dalla sua portata ogni oggetto più o meno contundente: via quindi coltelli, forbici, taglierini, e qualunque altro oggetto per mezzo del quale il bambino, toccandolo, possa ferirsi.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Cosa fare se il bambino si taglia:</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Se la prevenzione non fosse stata sufficiente ed il bambino si fosse tagliato con un oggetto contundente, bisogna innanzitutto osservare la ferita: se essa è dovuta ad un taglio non profondo, si può semplicemente trattare con un batuffolo di cotone imbevuto di disinfettante per bambini, e poi applicare un cerotto.<br />
Se invece, dovesse andare incontro a pezzi di vetro, dopo la rottura di un oggetto, tenetelo lontano, aspirate bene tutta la stanza e fategli calzare le scarpine: nel caso di tagli da vetro è importante portare immediatamente il bambino al pronto soccorso per evitare che qualche scheggia possa introdursi nella pelle e dare vita ad una infezione.</p>
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		<title>Corpi estranei nell’occhio: cosa fare in caso di contatto con sostanze chimiche pericolose</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 14:47:44 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Pronto Soccorso]]></category>
		<category><![CDATA[Bambino]]></category>
		<category><![CDATA[occhio]]></category>
		<category><![CDATA[pronto soccorso]]></category>

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		<description><![CDATA[Il caso delle sostanze pericolose è molto più importante di quanto non si possa pensare: queste sostanze chimiche di comune utilizzo per noi adulti, possono essere invece molto rischiose per il bambino, sia perché queste possono essere accidentalmente ingerite e quindi dare vita ad un vero e proprio avvelenamento, sia perché il piccolo potrebbe accidentalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il caso delle sostanze pericolose è molto più importante di quanto non si possa pensare: queste sostanze chimiche di comune utilizzo per noi adulti, possono essere invece molto rischiose per il bambino, sia perché queste possono essere accidentalmente ingerite e quindi dare vita ad un vero e proprio avvelenamento, sia perché il piccolo potrebbe accidentalmente entrare a contatto con esse e successivamente strofinarsi gli occhietti, rischiando così problemi molto seri.<br />
Nei gravi casi in cui la prevenzione non sia stata sufficiente ad evitare che il bambino entri a contatto con queste sostanze, bisogna innanzitutto saper riconoscere i sintomi. Sicuramente vi accorgerete che qualcosa non va dal fatto che il bambino inizierà a piangere – il pianto è uno dei metodi più infallibili che i bambini hanno a disposizione per comunicare agli adulti che “qualcosa” non va – e inizierà a strofinarsi in maniera convulsa l’occhio, che chiaramente inizierà a lacrimare e ad arrossarsi.<br />
Se il bambino è sufficientemente grande per comunicare con voi, è necessario che vi facciate dire cosa o quale bottiglia ha toccato per comunicare immediatamente ai soccorsi con quale sostanza è entrato in contatto.<br />
Tuttavia, anche in questo caso esistono situazioni più o meno gravi, e non sempre è necessario recarsi al pronto soccorso: una telefonata al vostro medico o pediatra di fiducia sarà sicuramente importante per capire come comportarsi.</p>
<p><span id="more-1686"></span></p>
<h3 style="text-align: justify;">Cosa fare in caso di contatto con sostanze chimiche:</h3>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso, è bene lavare immediatamente e con abbondante acqua l&#8217;occhio che è entrato in contatto con la sostanza chimica, avendo ben cura di posizionare il bambino a faccia in su sotto un getto non troppo forte di acqua tiepida del rubinetto, oppure versando un bicchiere di acqua tiepida nell&#8217;occhio, facendo sì che il bambino tenga l&#8217;occhio aperto.<br />
Per assicurarvi che l&#8217;occhietto del bambino resti aperto fatevi eventualmente aiutare da qualcuno, e ricordate che il lavaggio deve durare almeno dieci minuti, al fine di far eliminare, anche attraverso la lacrimazione, ogni residuo della sostanza con cui il bambino è entrato in contatto.</p>
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